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Gli amori immortali: intervista a Simone Prisco - Associazione ALT!
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Gli amori immortali: intervista a Simone Prisco

simone prisco

Gli amori immortali: intervista a Simone Prisco

Simone Prisco è un fumettista campano (di Pozzuoli, per la precisione) che abbiamo conosciuto all’ultimo NapoliCOMICON, allo stand Douglas Edizioni, e di cui abbiamo subito amato il tratto e la capacità narrativa. Successivamente abbiamo scoperto che, prima che fumettista, Simone è un artista a tutto tondo, che ha attraversato territori e campi diversi prima di approdare nella Nona Arte. Rimasti impressionati dal suo stile, abbiamo deciso di invitare Simone da ALT! per una performance dal vivo: questo venerdì presso Rena Nera a Torre Annunziata sarà possibile incontrarlo, ammirare i suoi disegni e assistere a una splendida performance dal vivo, creata utilizzando gessetti e carta da scenografia (ecco il link dell’evento!).

Per farvi conoscere meglio questo artista abbiamo deciso di intervistarlo: ecco come ha risposto alle nostre domande!

 

Ciao Simone, e grazie per quest’intervista! Qual è stata la tua formazione artistica, e quando ti sei avvicinato al mondo del fumetto?

simone priscoTutto è iniziato quando ero piccolo, guardavo mia nonna disegnare, fare lavori con la carta pesta e poi dipingerli, così sono cresciuto con un’artista in casa e con l’idea che mi sarebbe piaciuto diventare come lei. La formazione scolastica, invece, è quella del liceo artistico e poi quella dell’Accademia di Belle Arti di Napoli dove ho frequentato il corso di Pittura, per poi dedicarmi all’Incisione, in particolar modo all’acquaforte. Nel 2008 mi venne chiesto di realizzare i fondali per il cortometraggio “Honda: The dream comes true” e per questione di tempo iniziai a lavorare in digitale. Al mondo del fumetto ci sono arrivato tardi, praticamente nel 2012 colorando delle illustrazioni dell’amico e collega Germano Massenzio, poi qualche anno dopo ho fatto la conoscenza di Marco e Stefano Chiuchiarelli e lì che sono entrato completamente nel mondo del fumetto realizzando i colori di “La Scelta”.

Sia Vita che Irene che Gli Immortali sono opere dalla natura fortemente autobiografica: come mai questa scelta, e come vivi questa commistione forte tra vita e arte?

Come ho detto prima sono cresciuto volendo fare il disegnatore, per me è impensabile vedere la mia vita lontano da un foglio da disegno e questa commistione non è altro che la mia vita quindi mi viene naturale come svegliarmi la mattina. La scelta di raccontare mie esperienze è dovuta, probabilmente, al fatto che  mi piacciono le storie semplici, magari che non portano a nulla, fatte solo per la gioia di farle; e quale storia migliore di quella di vita vissuta, ma soprattutto di una vita normale.

Ne Gli Immortali racconti la storia di un’amicizia importante, ma anche le vicende legate allo scorrere del tempo e alle aspettative che, spesso, non sono soddisfatte: com’è stato per te raccontare questa storia, e in generale come si svolge il processo creativo di una tua opera?

simone priscoImmortali è stato il volume per me più difficile da realizzare (non il più doloroso, quello è stato “Vita”) per il semplice fatto che le storie raccontate sono tutte le mie. SPOILER Nonostante io dichiari che quella è una storia vera, si capisce sin dalla pagina successiva che non lo è, in “Immortali” racconto le mie paure, io sono tutti e quattro i personaggi e i personaggi sono le mie paure: il lavoro, perdere le persone a me care, la malattia ed infine la solitudine. Per quanto riguarda il processo creativo non ho una “regola”, di solito mi viene un’idea e la sviluppo: un esempio è quello di “Irene”, che è nato tutto da una frase detta da mia moglie la quale mi disse: “ma ti immagini se ci fossimo incontrati da piccoli su questa spiaggia?”. Poi la storia è venuta da sé. Tecnicamente, invece, parte tutto da piccoli disegni e dalla stesura dello Storyboard, poi ci sono tante prove di disegno e di colore.

Hai scelto di pubblicare i tuoi libri con Douglas Edizioni, una piccola ma brillante realtà napoletana: come mai questa decisione, e cosa pensi della condizione attuale dell’editoria a fumetti?

La Douglas è come un gioiellino per me, libera da “schiavitù” di mercato, questo rende il tutto più bello ed è per questo che ho scelto di lavorare con loro e per loro, non tutti i giorni ti viene data la possibilità di essere libero, gli unici vincoli della casa editrice sono il formato e una qualità elevata. L’editoria in generale è in ribasso da anni, questo probabilmente è dovuto ai nuovi metodi di intrattenimento quali i social, Facebook, Youtube  e quant’altro, ma anche al grande sviluppo dell’industria di videogiochi, non a caso storici personaggi del mondo del fumetto sono passati dal cartaceo alla celluloide o al digitale, e quelli che una volta erano lettori in erba ora sono giocatori di consolle o fan di youtuber.

Ogni artista ha i suoi “mostri sacri” da cui prende ispirazione: quali sono i tuoi?

La lista sarebbe sicuramente lunghissima, diciamo che guardo un po’ in ogni direzione cercando di prendere spunto da dove posso, se proprio devo fare dei nomi del mondo del fumetto da alcuni anni sono in fissa con Battaglia e Toppi.

Noi di ALT! conosciamo molti ragazzi talentuosi e motivati, che si impegnano ogni giorno per diventare professionisti della narrazione: quali sono i tuoi consigli per loro?

simone priscoFare, fare continuamente e inesorabilmente. Quando si è stanchi bisogna abbozzare ancora un’altra tavola, il giorno dopo la vedremo con occhi diversi, il grande nemico per chi fa questo lavoro è la troppa libertà. Un’altra cosa che potrei consigliare è l’essere consapevoli del proprio talento, ma rimanere coi piedi per terra.

Dulcis in fundo, una domanda che facciamo a tutti i nostri ospiti: quali sono i tre libri che porteresti con te su un’isola deserta?

Sulla strada di Kerouac, qualsiasi cosa di Carver e un Moleskine infinito per poter fare i miei disegni.

 

 

Grazie a Simone Prisco per la disponibilità! Vi aspettiamo questo Venerdì da Rena Nera Beach.

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