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"Sono uno che non si accontenta mai", intervista a Salvatore Vivenzio - Associazione ALT!
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“Sono uno che non si accontenta mai”, intervista a Salvatore Vivenzio

salvatore vivenzio

“Sono uno che non si accontenta mai”, intervista a Salvatore Vivenzio

In occasione dell’uscita di Kristen, e più in generale della partnership tra ALT! e il collettivo La Stanza, abbiamo intervistato Salvatore Vivenzio, giovane e talentuoso sceneggiatore e scrittore nonchè fondatore del collettivo. Grazie a Salvatore per aver risposto alle nostre domande!

Ciao Salvatore, e grazie per quest’intervista! Nonostante la tua giovane età, hai all’attivo molte collaborazioni con testate giornalistiche e molte pubblicazioni in prosa: come ti sei avvicinato invece al mondo della narrazione per immagini?

Ciao Simona! Un po’ come vuole il clichè di ogni narratore, ho iniziato a scrivere che ero molto piccolo, in generale grazie alle fiabe che mi leggeva mia madre da bambino. Ho sempre avuto molta voglia di raccontare storie ma, in realtà, mi sono avvicinato al fumetto molto tardi : nonostante io avessi già letto qualcosa da bambino (un paio di fumetti di Spider-man e qualche manga) ho iniziato ad appassionarmi davvero a quindici anni grazie ad un amico che possedeva l’intera serie di “Le Grandi Saghe Marvel”. Ricordo ancora il primo fumetto che ho letto : “Old Man Logan” di Mark Millar. La mia consueta curiosità mi ha portato a voler capire come funzionasse la narrazione a fumetti e, una volta compresi i meccanismi, ho deciso di provarci. Credo che il fumetto sia uno dei media con più potenzialità in questo momento e proprio per questo ci punto tanto.

 

Hai fondato il collettivo La Stanza e ne sei praticamente il leader: in poco tempo sei riuscito a creare una squadra talentuosa di disegnatori e sceneggiatori da tutta Italia. Come ci sei riuscito, e come valuti i risultati ottenuti?salvatore vivenzio

Il collettivo La Stanza esiste da Settembre 2015, quindi un anno e mezzo circa. All’inizio eravamo probabilmente in quattro o cinque. Non saprei bene dirti come ci sono riuscito, è una questione di volontà, faccia di bronzo e contatti. Chi mi conosce sa che sono disposto davvero a mettermi in gioco per raggiungere i miei obiettivi, quindi mi sono messo sotto e ho provato. Dopo un po’ non ho dovuto neanche più cercare  : erano disegnatori e sceneggiatori a venire da me. Forse sono anche stato un pizzico fortunato poiché ho incontrato ragazzi con cui ci siamo subito intesi e siamo diventati molto amici, questo ci ha permesso di crescere insieme. Nel frattempo abbiamo cominciato a pubblicare su “ComiQube”, su “Lo Spazio Bianco”, abbiamo vinto due web comics awards assegnatici da due siti diversi per due diverse storie e abbiamo pubblicato il nostro primo cartaceo. Per quanto mi riguarda siamo solo all’inizio, non sono uno che si accontenta.

Hai firmato la sceneggiatura di “Kristen”, il fumetto disegnato da Chiara Raimondi e in uscita per ALT!: quali sono i tuoi riferimenti artistici del passato, e quali gli autori contemporanei che apprezzi maggiormente?

In “Kristen” non ci sono particolari riferimenti fumettistici. E’ una storia nata da alcune osservazioni principalmente sul mondo del cinema e sull’arte. Sui lavori successivi invece ci sarebbe molto da dire, ma aspettiamo il momento propizio. Tra i miei autori di riferimento, dovendone estrarre due dal cilindro, ti direi sicuramente Alan Moore e Grant Morrison. Il Bardo è probabilmente uno dei motivi per i quali scrivo fumetti, così come credo sarà per tanti. A parte i due britannici è d’obbligo la citazione ad Andrea Pazienza, uno dei miei autori preferiti in assoluto, anche se molto lontano dal mio approccio al fumetto. Qui ovviamente stiamo parlando di mostri sacri ai quali posso solo guardare con ammirazione e amore. Per quanto riguarda gli autori contemporanei seguo molto l’universo indipendente ma anche nel mainstream ci sono ancora sceneggiatori che mantengono un altissimo valore contenutistico come Alessandro Bilotta e Barbara Baraldi.

 

kristen fumettoLe storie de La Stanza sono concepite principalmente per il web, ma grazie ad ALT! alcune di essere saranno trasposte su formato cartaceo. Quali credi siano le differenze – se a tuo parere ce ne sono – tra scrittura per un webcomic e per una storia leggibile solo su carta?

Personalmente, quando mi approccio alla scrittura di una storia, so già in anticipo se quella è una storia pensata per il web o per il cartaceo. Non si parla di semplice trasposizione : per me “Kristen” non è un’opera fruibile sul web. Perde buona parte del suo potenziale se non la si legge su carta. Io credo che nella concezione di un fumetto un autore che lavora sia on-line che nel cartaceo spesso sappia già per quale declinazione è pensata l’opera che sta costruendo. Questo è ovviamente un concetto che vale per me e per chi fa cose simili alle mie : lo stesso concetto non vale per realtà come Mammaiuto che pubblica tutto prima on-line e poi ne stampa il cartaceo. Per me è un approccio diverso, per me il webcomic e il fumetto cartaceo sono due cose ben distinte.

 

Sei davvero giovanissimo, quindi questa domanda è d’obbligo: che progetti hai per il futuro?

Tanti, troppi. Ovviamente continuerò a scrivere; per ALT! dovrebbero uscire altri due fumetti, mentre Chiara e Gabriele, amici, colleghi e miei compagni in questa prima avventura nel fumetto cartaceo, sono già a lavoro su due nuove graphic novel scritte da me. Ho già scritto il seguito di uno dei fumetti che usciranno per ALT!, pensa! Ho altre idee per dei nuovi progetti a fumetti ma per ora sto lavorando ad un mediometraggio scritto e montato da me (la regia è assente poiché si tratta di una sorta di mash-up di scene prese da altri film). Nel frattempo ho portato a termine una raccolta di racconti che saranno illustrati proprio dai ragazzi di La Stanza. Come già detto, sono uno che non si accontenta mai!

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