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Intervista a Chiara Raimondi, la disegnatrice di Kristen - Il blog di ALT!
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La disegnatrice di Kristen si racconta: intervista a Chiara Raimondi

chiara raimondi

La disegnatrice di Kristen si racconta: intervista a Chiara Raimondi

In occasione dell’uscita di Kristen, il primo dei fumetti de La Stanza pubblicati da noi di ALT!, abbiamo intervistato Chiara Raimondi, disegnatrice giovanissima e molto promettente. La ringraziamo per aver risposto alle nostre domande, e vi invitiamo a leggere Kristen, che potete preordinare a partire dal 9 Marzo sul nostro Shop.

 

Ciao Chiara, e grazie per quest’intervista! Raccontaci un po’ di te: come è iniziata la tua formazione come fumettista? Che studi stai compiendo?
Ciao! Ho sempre amato disegnare di tutto, fin da piccola, quindi la scelta del Liceo Artistico nel mio percorso di studi era quasi obbligatoria! Come spesso succede a noi fumettisti in erba ho avuto la folgorazione per l’arte sequenziale attraverso i manga comprati nelle piccole edicole della mia città. Copertine così colorate, storie particolarissime, personaggi indimenticabili… non puoi non resistere! E inevitabilmente ho cominciato a disegnare storie (se si potevano chiamare così) che risentivano molto dell’influenza di fumetti  giapponesi. Crescendo ho imparato che esistono tanti altri modi raccontare e ora sono alla ricerca di un mio stile personale. In questo percorso è stato e continua a essere fondamentale il corso di Fumetto e Illustrazione dell’Accademia di Belle Arti di Bologna che sto frequentando, una vera full-immersion nelle tecniche e nella storia del fumetto, dell’illustrazione e dell’arte contemporanea. E ovviamente ha significato enormemente entrare nel collettivo La Stanza. E’ un ambiente stimolante che mi ha permesso di conoscere tanti altri ragazzi che adorano il fumetto, con molta più esperienza di me e con cui chiacchierare, scambiarsi  idee e consigli.
chiara raimondiDa quando fai parte de La Stanza? Come avviene il processo creativo tra di voi quando preparate una nuova storia insieme?
E’ un anno che faccio parte del collettivo e fino adesso abbiamo realizzato davvero tantissime cose: le tavole che ho disegnato quasi non si contano più! Un nostro fumetto nasce così: Salvatore ha l’idea per una storia e parte subito a elaborarla. Via Messenger mi passa la sceneggiatura mano a mano che la scrive, così che io la possa leggere e gasarmi per le tavole che dovrò disegnare. Poi comincio a realizzare le tavole, le guardiamo insieme decidendo in corso d’opera lo stile, le griglie e i colori più adatti. Un fumetto è un’opera viva e in continua evoluzione, in cui la sceneggiatura è il punto di partenza: sperimentiamo soluzioni, modifichiamo tavole e dialoghi. Solitamente lavoro disegnando le tavole a china o matita, che è una tecnica che amo perché rende il segno più vibrante e movimentato, per poi scannerizzarle e passare al colore e al rendering su Photoshop.
Kristen è il primo albo edito da ALT! in partnership con La Stanza, e che vede te nel ruolo di disegnatrice della storia. Com’è lavorare insieme a uno sceneggiatore? Qual è stata la difficoltà più grande?
Adoro lavorare alle storie di Salvatore, pensare alle inquadrature e alle composizioni più d’effetto, mettere a punto i personaggi. Lavorare con uno scchiara raimondieneggiatore è entusiasmante: è come avere una doppia visione del lavoro che si sta facendo su un fumetto. In Kristen è stato semplice immedesimarsi nello stato d’animo della protagonista della storia, cosa che penso sia indispensabile nella scrittura così come nel disegno di un fumetto: è importante pensare come un’attrice depressa per scrivere dei dialoghi adeguati ma anche muoversi e come lei, immaginare le sue espressioni, in modo da rendere il disegno più verosimile possibile  e  di conseguenza coinvolgere maggiormente il lettore. E’ stata la prima volta che ho provato a disegnare un personaggio basato su una persona reale e credo che la difficoltà più grande di questo albo sia stata proprio capire e rendere la fisionomia di Kirsten Dunst, alla quale ci siamo ispirati per realizzare il fumetto. 
Oltre a Kristen, pubblicheremo anche “La veglia” e “Gamble”: puoi anticiparci qualcosa di queste due storie?
Certo! Entrambe sono state scritte da Salvatore, ma Gabriele Falzone ha disegnato “Gamble” mentre io “La Veglia”.  Come potrete vedere “La Veglia” è un fumetto molto particolare: è un viaggio nel mondo dei sogni in cui in ogni capitolo si è catapultati in un mondo diverso, che il protagonista Adamo esplora accompagnato da testi di canzoni e poemi, che creano un’atmosfera magica.  E’ stato fantastico poterlo disegnare: Salvatore mi ha fatto conoscere JH Williams e il suo magnifico lavoro sulle tavole di Sandman: Overture. Ispirandomi a lui  ho cercato di combinare fra di loro le tavole in soluzioni sempre più particolari in modo da  stupire e affascinare il lettore.  Gamble invece parla della vita difficile di un gruppo di ragazzi in un ghetto nero, fra sparatorie, sangue e droga. Kenny, Buddy, Will e Marlon, così come il detective Sparkle sono intrappolati in un circolo vizioso, un “gioco” che è il motore (e il titolo, Gamble) della storia. Questo fumetto sembra nato per lo stile di Gabriele, che ha fatto un lavoro spettacolare: guardando le sue tavole si ha davvero l’impressione di camminare in un ghetto Baltimora o Detroit. Io mi sono occupata della colorazione di Gamble: Salvatore, Gabriele e io avevamo in mente un’atmosfera afosa e opprimente, che ho cercato di trasmettere attraverso toni caldi e molto saturi.
Sappiamo che voi de La Stanza siete sempre in fermento: quali sono i vostri prossimi progetti?
Abbiamo in cantiere tanti nuovi progetti, davvero ambiziosi. Al momento io sto lavorando a una nuova bellissima storia lunga di Salvatore, “Gli Immortali”, che mi sta davvero coinvolgendo tantissimo, mentre Gabriele sta disegnando “La Rabbia”, una storia di boxe e mafia ambientata nel paese di Quindici.  Stiamo realizzando anche una raccolta di racconti scritti da Salvatore, “Anastasi”, dei quali ho disegnato diverse illustrazioni insieme a Pietro Costa e Matteo Galardini, altri due ragazzi del collettivo. Quindi sentirete parlare ancora di noi!
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