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Il mese del rosario, tra peccato e pentimento: intervista a Flo
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Tra peccato e pentimento: “Il mese del rosario” di Flo (intervista)

il mese del rosario

Tra peccato e pentimento: “Il mese del rosario” di Flo (intervista)

Voglio raccontarvi di una chiacchierata che ho fatto con Flo, la cantautrice napoletana che ospiteremo sabato 29 aprile al Cafè Street 45, qui a Torre del Greco.

Ho voluto fortemente che lei venisse da noi, perché il suo primo album (scoperto grazie ad una mia amica) mi ha fatto innamorare e da lì ho cominciato a seguirla e a stimarla, ma soprattutto perché è una donna che, attraverso la musica e le parole, è capace di raccontare storie intrise di un’atmosfera magica.

Flo è una musicista talentuosa, non c’è dubbio, ma è anche una “femmina” tosta, che ha fatto un lungo cammino e grandi sacrifici. Le sue storie sono lo specchio di una storia personale e artistica, fatta di impegno e dedizione. La maturità e la consapevolezza guadagnate, valgono tutto il successo raggiunto in questi anni di continua ascesa.

 

“Il mese del rosario” è il tuo secondo album: parliamo del passaggio tra il primo e il secondo lavoro discografico.

“D’amore e di altre cose irreversibli” è stato il mio primo lavoro da sola, avevo già partecipato a dischi di altri, ma non mi ero mai messa in gioco in prima persona. Quando ho fatto questo disco avevo molta paura di sbagliare, quindi ho usato lingue diverse, perché un po’ ti proteggono e ti aiutano a dare l’idea di quello che non sei. Il secondo album, invece, è stato una presa di coraggio, nata dalle innumerevoli esperienze artistiche che ho fatto in due anni. Così ho cominciato a scrivere in italiano, ma soprattutto a descrivere chi sono io.

 

Come mai questo titolo?

E’ una frase presente in una delle canzoni del disco e l’ho scelto perché è un titolo molto evocativo, nel senso che fa capire bene ciò di cui stiamo parlando: storie, credenze e atmosfere del sud, modi di vivere la fede tipici dei nostri luoghi, ma soprattutto richiama l’intreccio tra pentimento e peccato.

 

“Ad ogni femmina un marito”, “Malemaritate”, “Quale Amore”, attraverso atmosfere retrò di racconti le donne…

E’ un’osservazione che hanno fatto in molti…in realtà ho scoperto di parlare di donne solo dopo aver scritto i miei pezzi. Forse parlo di lorosemplicemente perché anche io lo sono. Non sono femminista, ma sono molto solidale con le donne. Per loro vorrei che trovassero spazi che non siano necessariamente quelli degli uomini. Si deve trovare un nuovo modo di stare in società, perché siamo diverse dagli uomini, ma è proprio questa diversità che arricchisce.

 

“Vulio”, “Freva e criscenza”, fanno pensare alla crescita, al cambiamento…

E’ proprio così. In questi ultimi anni ho fatto molte cose, ho impiegato tempo a prendere il coraggio di farlo. Ho voluto fare gavetta, esperienza. Dopo il primo disco ho fatto questo: concerti in tutto il mondo, chilometri di strada; credo di aver passato più tempo con i miei musicisti che con la mia famiglia, ma era davvero tutto quello che volevo. Così, quando ho scritto il secondo disco, ero veramente pronta.

 

Sei una delle più stimate cantautrici del panorama contemporaneo. Cosa pensi del cantautorato italiano?

Nel panorama del cantautorato italiano mi ritengo molto fortunata perché sono anche una cantante, saper cantare ti offre un’opportunità lavorativa diversa. Certo, ho scritto le mie canzoni per parlare di me, ma anche l’aspetto performativo nei miei concerti è fondamentale. Parole e performance vanno di pari passo. Posso dire che c’è poco spazio per i cantautori, ma anche una tendenza da parte dei miei colleghi a voler abbinare la “musica impegnata” all’eccessivo intimismo e alla tristezza. Le persone hanno anche voglia di divertirsi. Costruire un bel concerto complesso vuol dire anche mettere in gioco un’energia che regala al pubblico la voglia di tornare: quando canto voglio che le persone stiano con me.

 

La nostra chiacchierata si conclude con queste sue parole: il mio obiettivo non è la popolarità, io voglio girare il mondo e fare la mia musica.

Forza Flo, in bocca al lupo da tutti noi!

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